Home » Il Piede Diabetico » Stato di Gravità: Codice Rosso - Requisiti

Stato di Gravità: Codice Rosso - Requisiti

Stato di Gravità: Codice Rosso - Requisiti - CMC - Centro Medico Chirurgico

Piede Diabetico in Stato di Emergenza.

 

Stato di Gravità:

 

Piede Diabetico

Piede Sintomatico (Vedi Cod. Giallo)

Deformità del Piede  (Vedi Cod. Giallo)

Neuropatie (Vedi Cod. Giallo)

Lesioni Trofiche

Lesioni Trofiche Infette

Ulcere

Infezioni

 

Procedure:

 

  • Tutte le procedure previste dal Codice Bianco
  • Tutte le procedure previste dal Codice Giallo

+

  • Cura delle Ulcere
  • Bendaggio Elastico
  • Cura degli Ascessi
  • Cura delle Lesioni Necrotiche

 

Cura delle Ulcere

 

Come ulcera diabetica si intende una lesione di continuo che può interessare, in relazione alla sua importanza e gravità, i tessuti cutanei, sottocutanei ed ossei.

La sua localizzazione distrettuale più comune è nel piede coinvolgendo in senso disto-prossimale le regioni apicali delle dita, le giunture articolare delle interfalangee, le teste metatarsali (regione plantare), il tallone, le prominenze ossee del mortaio tibio-peroneo-astragalico (caviglia), e la gamba.

Il coinvolgimento del piede è molto pericoloso per il protrarsi della patologia in quanto spesso si presentano coinvolgimenti dei tessuti sottocutanei ed ossei con infezioni e fistole che portano ad amputazioni delle regioni interessate, anche se la ricerca e la tecnologia consentono la realizzazione del trapianto dei tessuti.

Il controllo dell'infezione, il trattamento della arteriopatia, il controllo della pressione e il trattamento delle ferite sono componenti essenziali dell'approccio terapeutico multifattoriale delle ulcere del piede. 

La riduzione dello stress meccanico è indispensabile per la guarigione dell’ulcera.

La terapia ottimale dell’ulcera neuropatica plantare (in assenza di ischemia)  è rappresentata da un gambaletto/tutori di scarico/ apparecchio deambulatorio (in genere di gesso o di fibra di vetro).

L’uso di questi apparecchi consente una guarigione dell’ulcera plantare in percentuale molto elevata e in tempi relativamente brevi.

Nei soggetti in cui sia controindicato l’uso dell’apparecchio di scarico (vene varicose, instabilità della postura, ulcera o amputazione precedente dell’altro arto, cecità) può essere utilizzata una scarpa preformata con un plantare convenientemente scavato in corrispondenza della zona ulcerata.  In entrambi i casi, comunque, la deambulazione deve essere limitata il più possibile.

 

Bendaggio Elastico

 

Il bendaggio elastocompressivo, rappresenta la terapia primaria delle ulcere da stasi dove diventa fondamentale l'applicazione sulla superficie cutanea di una pressione esterna capace di contrastare le pressioni intravenose patologiche. Il bendaggio elastocompressivo ha effetti terapeutici sul macro e microcircolo in caso di insufficienza venosa cronica. Il confezionamento di un bendaggio elastocompressivo provoca una riduzione del calibro venoso e dei reflussi patologici aumentando la velocità laminare del sangue refluo, riduce il sovraccarico valvolare, migliora il trasporto linfatico, riduce l'edema interstiziale.  La memoria dell'elastico provocherà una pressione costante soprattutto a riposo ma accomoderà l'espansione muscolare a lavoro.

Questo bendaggio dovrà partire dalle teste metatarsali e arrivare almeno fino al cavo popliteo, formerà sull'arto una sorta di stivaletto aderente che oltre a dare una leggera pressione a riposo non permetterà all'arto di espandersi riducendo l'edema.

I bendaggi hanno proprie caratteristiche che li rendono adatti a svolgere particolari azioni terapeutiche, quindi a seconda del momento causale dovrà essere applicato il bendaggio più adatto.

 

Bende anaelastiche: bende a bassa elasticità.

Bende elastiche: bende a media e alta elasticità.
Bende di supporto: completano la confezione del bendaggio

 

L'applicazione può essere:


Bendaggio Fisso: bende adesive o decohesive
Bendaggio Mobile: elastico o anaelastico

Bendaggio Multistrato: (fino a quattro strati utilizzando bende sovrapposte di vario tipo).

 

Cura degli Ascessi

 

Una complicazione frequente e pericolosa di un’ulcera è l’infezione.

 

L’ infezione di un’ulcera può portare ad una situazione seria che, se non presa in tempo, conduce a gravi fenomeni sistemici che possono provocare amputazioni minori o maggiori, ma anche pericolo di vita per la insorgenza di una setticemia.

Gli ascessi, le gangrene, la fascite, richiedono provvedimenti terapeutici generali e chirurgici, che se non intrapresi con urgenza possono avere conseguenze molto gravi per il paziente.

 

L’infezione si instaura nella maggior parte dei casi su un’ulcera aperta da molto tempo e non adeguatamente curata.

 

L’ascesso è molto frequente anche perché il paziente non si accorge quando l’infezione avviene. L’ ascesso  e il  flemmone sono sacche di pus che si formano a livello dei tessuti interni e si manifestano spesso con fistole che conducono alla cavità ascessuale o con cavità ascessuali nascoste nei piani fasciali, con febbre spesso settica.

In questo caso si deve intervenire velocemente drenando la cavità ascessuale e asportando i tessuti necrotici, lasciando aperta la lesione. Si deve arrivare ad avere tessuti sani e granuleggianti e sanguinanti.

Occorre somministrare  una copertura antibiotica a largo spettro per anaerobi e aerobi.

Si può poi associare la terapia iperbarica o noi riteniamo la ossigenoterapia normobarica che agisce stimolando i tessuti sani e il tessuto di granulazione combattendo anche le infezioni.

 

Cura delle lesioni necrotiche

 

Le infezioni da anaerobi causano la necrosi a tutto spessore dei tessuti molli.

La gangrena rappresenta il quadro clinico più noto nel diabetico. La gangrena (cioè la necrosi a tutto spessore dei tessuti molli) può coinvolgere piccole parti (falangi), parti più estese (dita) sino a gran parte del piede (avampiede, meso e retropiede).

Può essere secca, e questa rappresenta un’ urgenza relativa, o umida, che richiede un’ urgenza assoluta perché in questo caso rischiamo non solo la perdita dell’arto ma la vita del paziente (sepsi). Terapia locale delle lesioni:

Il trattamento locale delle lesioni prevede essenzialmente la fase di detersione, della sterilizzazione e dello stimolo alla riparazione tissutale.

Detersione: (asportazione dell'ipercheratosi e delle callosità che la circondano fino alla completa asposizione del tessuto sano.

Sterilizzazione: delle lesioni infette (Utilizzo di acqua ossigenata, utilizzo di antisettici topici, eliminazione degli spazi morti residuati alla evacuazione degli ascessi e tragitti fistolosi con zaffi di garza iodoformica).

Riparazione tissutale: (idrocolloidi e collageno eterologo bovino in grado di favorire il riassorbimento degli essudati mantenendo la lesione detersa).

Ruolo dell'ossigenoterapia iperbarica: Indicata nelle lesioni ischemiche del piede diabetico, sempre aggiuntiva ma mai sostitutiva degli altri tipi di trattamento medico chirurgico o come estremo tentativo di salvataggio dell'arto laddove altre terapie hanno fallito.

 

Rivascolarizzazioni:

 

1) Angioplastica

Nei pazienti diabetici con stenosi od occlusione del distretto iliaco-femorale o popliteo l'angioplastica fornisce risultati solo di poco inferiori a quelli ottenuti nei non diabetici.

2) By-pass

È l'intervento più efficace per consentire la guarigione delle gravi lesioni ischemiche del piede e per evitare l'amputazione dell'arto.

3) Agente trombotico loco-regionale:

infusione continua di agente fibrinolitico mediante catetere endoartesioso situato in corrispondenza del segmento trombizzato.

 

Amputazioni:

 

Le amputazioni minori (dita - avampiede) sono spesso sufficienti a consentire la guarigione delle lesioni ischemiche. Buoni risultati delle amputazioni transmetatarsali distali o prossimali in quanto non richiedono un successivo ricorso alle protesi perché consentono una deambulazione più che soddisfacente.

Le amputazioni maggiori (coscia - gamba) si rendono necessarie se mancano le condizioni per praticare quelle minori, se la gangrena interessa la maggior parte del piede e se la rivascolarizzazione non è attuabile o è controindicata.

 

Interventi  terapeutici su ulcere

 

* Curettage

* Medicazioni

* Innesti cutanei

* Ozono Terapia

* Vacuum Terapia

* Esami Colturali (Vedi Cod. Giallo)

* Bendaggi Elastici (Vedi Procedure Cod. Rosso)

 

Curettage

 

Il curettage è una procedura chirurgica effettuata tramite un particolare strumento detto curette.

Tale intervento ha significato terapeutico e diagnostico al tempo stesso, in quanto toglie i sintomi (es. sanguinamenti anormalmente abbondanti, febbre, dolore pelvico) e fornisce materiale da inviare all’esame istologico.

 

In particolare, il curettage podologico è l'asportazione di una parte limitata di un tessuto (ipercheratosi) tramite l'escissione.

 

Medicazioni

 

Requisiti delle medicazioni

 

* Gestione dell’essudato

* Rimozione dei tessuti necrotici

* Adattabilità alla conformazione della lesione

* Modulazione dell’azione antimicrobica

 

Debridement

Rimozione dell’escara

Debridement Chirurgico:

Tradizionale o con ultrasuoni

Debridement enzimatico:

Si effettua con sostanze proteolitiche

Debridement autolitico:

Medicazioni con gel acquoso

L’utilizzo delle medicazioni avanzate nel corso degli ultimi due decenni ha portato alla realizzazione di nuove medicazioni (nuove schiume in poliuretano, nuovi idrocolloidi,  etc.).

In particolare si è cercato di porre attenzione all’interazione tra medicazione e letto dell’ulcera, al potere assorbente e al trauma e dolore da rimozione della medicazione. Sono state commercializzate le cosiddette medicazioni "biologicamente" attive (medicazioni a base di collagene, di acido ialuronico, di peptidi e fattori di crescita). L’introduzione di un numero elevato di medicazioni basate su antimicrobici (all’argento, allo iodio) ed alcune medicazioni che basano la loro attività sulla modulazione delle metalloproteinasi e di altri fattori proinfiammatori. E’ tuttavia fondamentale sottolineare, che è di primaria importanza formulare una diagnosi precisa prima di intraprendere una qualsiasi terapia e di utilizzare una determinata medicazione. Frequentemente si vedono pazienti con medicazioni avanzate utilizzate senza un’indicazione precisa; esempio tipico è la cura per mesi e mesi di lesioni ulcerative ischemiche che, in assenza di rivascolarizzazione, porta nella gran parte dei casi all’amputazione.

 

Innesti Cutanei

 

L'innesto cutaneo, in medicina, è un segmento di tessuto (derma) che non contiene una rete di vasi sanguigni propri, e che può essere trasferito da un sito donatore per ricostruire un’area sede di perdita di sostanza (defect), causata ad esempio da traumi o da rimozione di tumori.

Un significativo passo avanti nella terapia delle ulcere del piede diabetico è stato reso possibile dal trattamento con innesti di cute bioingegnerizzata.

La tecnica utilizzata prevede il prelievo di tessuto dal paziente, per la ricostruzione di cute in laboratorio, la separazione dermo-epidermica, la coltura separata di cheratinociti e fibroplasti su appositi biomateriali di supporto costituiti da derivati biodegradabili dell'acido ialuronico ed infine l'innesto in successione di neoderma e di neoepitelio.

L'intero processo richiede un periodo medio di 23 giorni.

Questa metodica è applicabile anche al trattamento di ustioni e ulcere varicose. Nella metodica i fibroblasti (le cellule costituenti principali del derma e del sottocute) ed i cheratinociti (le cellule costituenti l'epidermide, lo strato più esterno della cute) vengono estratti da un pezzetto di cute del paziente ottenuto mediante biopsia e sono fatti crescere separatamente su un particolare substrato di acido ialuronico, in modo che si formino delle particolari “sfoglie” che, a distanza di circa 20 giorni dall'effettuazione della biopsia, sono poi applicate sulle ulcere o per coprire aree ustionate.

 

Ozono Terapia

 

L'ozonoterapia (anche ossigeno-ozonoterapia) è una terapia che si basa sull'utilizzazione dell'ozono; l'ozono è un gas formato da tre molecole di ossigeno. In campo medico l'ozono viene utilizzato miscelandolo a O2 (si parla di ozono medicale, noto anche come O2-O3).
L'ozonoterapia sfrutta le proprietà biochimiche dell'ozono; le sue azioni in campo medico sono di tipo battericida, fungicida e virustatica.

Ozonoterapia attraverso Autoemoterapia.

La tecnica prevede il prelievo di un piccolo quantitativo di sangue che viene raccolto in un’apposito contenitore contenete un anticoagulante. Successivamente il sangue viene posto a contatto con una miscela di Ossigeno-Ozono.

Dopo circa due minuti il sangue subisce una serie di modificazioni biochimiche e viene quindi reinfuso.

Questa terapia determina un miglioramento della microcircolazione e dell’ossigenazione periferica con indicazione al trattamento di tutte le arteriopatie, le ulcere periferiche da insufficienza venosa, le ulcere del piede diabetico, le ferite chirugiche e non chirurgiche con difficoltà alla cicatrizzazione, la maculopatia degenerativa senile forma secca, la maculopatia diabetica.

Molto spesso queste lesioni sono così avanzate ed invalidanti da obbligare a scelte chirurgiche demolitive. L’associazione di sacchetti di Ozono e Autoemoterapia ha permesso a molti pazienti di evitare l’amputazione degli arti.

 

Vacuum Terapia

 

Da alcuni anni, è stata introdotta in alcune strutture ospedaliere, per la cura delle ferite e delle piaghe da decubito: la V.A.C. Therapy. Vacuum assisted closure rappresenta un metodo complementare ideale per la guarigione delle ferite. Esso è basato sulla tecnica VAC in grado di creare una pressione negativa controllata sulla sede della ferita attraverso una spugna di poliuretano. Un tubo connette lo strumento VAC con la spugna e drena i fluidi dalla ferita. Un film adesivo viene posto al di sopra della spugna per consentire la generazione di una pressione negativa. La speciale forma delle spugne permetta una diffusione uniforme della pressione su tutta la superficie dell'ulcera. La pressione applicata sulla ferita stimola inoltre l'espansione dei vasi sanguigni ed aumenta l'ossigenazione tessutale locale ed un maggior rilascio di nutrienti.

Il Sistema Integrato V.A.C. Therapy promuove la guarigione delle ferite attraverso l’utilizzo di pressione topica negativa (NPWT). Applicando pressione negativa (vuoto) al letto della ferita mediante una medicazione unica ed esclusiva, aiuta ad avvicinare i lembi della ferita, rimuove il materiale infetto e promuove attivamente la formazione di tessuto di granulazione. Questi meccanismi di azione (macro e micro deformazioni) portano ad una rapida ed efficace guarigione della ferita e migliorano la qualità della vita del paziente.

 

 

 

 

Ortopedia Podo Ortesi Medical

Ortopedia Podo Ortesi Medical - CMC - Centro Medico Chirurgico

Calzature su misura e di serie, plantari personalizzati in CAD-CAM, letti, carrozzine, busti, calze, tutori, protesi e ausili di qualunque tipo.

CMC - Centro Medico Chirurgico

Il nostro Centro Medico Chirurgico è sito nel cuore di Pozzuoli, nei pressi del complesso Olivetti. Vieni a trovarci!

http://www.irpinianews.it/regione-campania-discorso-de-luca/